Gita a Paestum

07.09.2022

Catanzaro, Sarrottino,Germaneto e oltre...

Oggi 3 Settembre lascio la mia regione alla volta di una regione prossima, amica e dalla bellezza folgorante, la Campania.

Non è che odi la mia regione al punto dal maledirla lasciandola alle spalle ma risalendone pian piano la china avverto come un senso di liberazione...un po' come un santo che portando la croce sulle spalle per lungo tempo, riesca per un evento eccezionale, a scrollarsela da dosso e fuggire via verso la libertà.

Già da Catanzaro all'altezza di Sarrottino le mie orecchie sembrano cotonate e non ascoltano più le disquisizioni sui debiti Sorical e i medici cubani ingaggiati dal presidente. Passando dal palazzetto della Regione a Germaneto i miei occhi inquadrano già lo splendido Tempio di Nettuno. L' immaginazione a volte aiuta.

Scorre anche l' Autostrada del Sole, tranne una ventina di minuti in coda per un incidente sopra Sala Consilina, avvertiti solo dal mio osso sacro.

Svoltando all' altezza di Eboli, Cristo si ferma e si ristora un po'. Ed è sulla via nettunia che porta in contrada Falagata all' Hotel Araba Fenice, in cui dovrò alloggiare, che scorgo un fitto stanziamento di attività agricole in serra e caseifici per la produzione fiore all'occhiello del Cilento, la mozzarella di bufala.

Ci sistemiamo. Nel pomeriggio, interrogato l'oracolo Google Map, percorro col pensiero la via dei cavalieri medievali, passando dal Castello Normanno - Angioino di Buccino al Castello del Guiscardo a Caggiano a circa tre quarti d' ora di macchina. No non si può fare...è troppo.

Abbandono decisa questo percorso e cerco più vicino, dove mi passa sotto gli occhi un piccolo borgo arroccato ad un quarto d' ora d' auto che ha nome Trentinara ma che tutti chiamano Terrazza del Cilento.
 

Trentinara

Trentinara è un piccolo borgo qualche chilometro a nord-ovest di Altavilla Silentina, chiamato anche il Borgo degli Innamorati per una delle diverse terrazze a strapiombo sul Cilento caratterizzato dalla presenza di una romantica panchina rossa a forma di cuore, dove appunto gli innamorati vanno a sedere e a scattare qualche foto. Ma, qualche gradino più su, la Terrazza dei Bambini ( così la chiamerò io), caratterizzata dalla presenza di altalene e dondoli e circondata da muretti fantasiosi pasticciati da manine colorate.

Un piccolo spiazzo coperto da asticelle in legno, sporgente sull'abisso della foresta con la possibilità di intravedere, attraverso finestre vetrate poste in terra, lo strapiombo sul quale è posta.

All'angolo della terrazza un piccolo fontanino col suo piccolo guardiano:

<Signore> grida spietato ad uno dei tanti turisti che scendono in piazza < volete una bottiglietta d' acqua fresca, ve la faccio ad 1 euro> la bottiglietta stretta tra le manine paffutelle, mezza piena e, probabilmente, riempita al fontanino, rimane puntualmente invenduta.

La stessa domanda viene posta a me che prima rispondo < no grazie> poi, incuriosita lo chiamo per una foto e gli dono un euro.

< La bottiglia ve la dovete prendere però...>

< no caro> gli rispondo dolce < l'euro era per la fotografia a te che sei troppo forte!>

Mi guarda stranito, poi gli amici mi dicono <lasciatelo stare, ha sognato di vendere queste bottigliette a tutti>. Sorrido e guardo al piano superiore dove esiste un'altra terrazza, occupata dall'associazione Cilento in volo, intenta a fiondare siluri umani attraverso carrucole e corde dall'altra parte dell'abisso.

<Dai andiamo> mi sento dire dal marito

< No di certo> rispondo < vai tu, non voglio bloccare " i tuoi slanci".

Il siluro Gigi parte alle ore 19 dalla base di lancio dopo l' ok dato dalla base di arrivo, imbragato da capo a piedi e, oltrepassando il nulla, giunge a destinazione dopo circa tre minuti.

Ho sudato freddo, di sicuro i tre minuti più lunghi della mia vita.

Per vendicarmi lo trascino sulla terrazza-scacchiera due piani più su e gli dò uno scacco matto senza precedenti.

Ormai il sole tramonta sul mare del Cilento nascondendosi timidamente dietro il profilo di Nettuno,

un monte dalla cima particolare che vi mostrerò giú in foto.

Un giro veloce alla Terrazza degli Innamorati e poi via, si torna ad Altavilla Silentina dove il restaurant della struttura alberghiera Ambrosia ci delizierà con dei piatti degni di nota:

-Conchiglioni alla crema di ricotta

-maialino brasato al miele con verdure di stagione

- tortino dal cuore di cioccolata

Il tutto innaffiato da un buon aglianico del Sannio.

L' Hotel consente inoltre piacevoli passeggiate tra laghetti e aree verdeggianti come il bosco di querce.

Paestum

Incredibile la sensazione quando, camminando per il largo viale pedonale lungo l'area archeologica, scorgo il tempio di Nettuno sulla sinistra.

La maestosa bellezza delle grandi civiltà scomparse che si palesa agli occhi come in un sogno.

Il tutto interrotto da un ingresso caotico in biglietteria e dall'impostazione scolaresca che prende la visita quando le guide turistiche " in nero" ti intercettano per spiegarti un po' di tutto.

Lezioni di storia, architettura, antropologia e interrogazioni in loco degli allievi più zelanti.

Tra i magnificenti templi, da quello di Hera a quello di Atena, all'altro capo dell'area,

attraversando la grande agorà confinante con la nuova colonia romana, compresa tra il macellum e l'anfiteatro, si ha la sensazione di camminare nella storia e attraversare i secoli coperti da tuniche e con in mano ciascuno una statuina votiva per la divinità di riferimento.

Terminata la visita guidata, torniamo sul viale e andiamo a mangiare una buonissima pinsa caprese con una birra artigianale " Paestum" al Caffè Museo.

Ultima meraviglia osservata nel caffè al pagamento del conto, degli splendidi contenitori vitrei contenenti babà al rhum, prezzi inaccessibili.

Una fitta pioggerellina interrompe la nostra gita.

Agropoli

Il primo fantastico luogo a venirti sotto gli occhi è lo splendido lungomare che segue, per diversi chilometri di costa con le sue tranquille passeggiate, i lidi affollati e le attività commerciali sull'altro lato della strada.

Sostiamo lì un po', decidendo poi di visitare l'acropoli prima di tornare sul litorale a pranzare.

Proprio nello stesso momento un signore di mezz' età pedalando sulla sua vecchi bici ( di quelle col cestino di vimini) passa di là.

< Signore scusi> dico io, lui si gira di scatto e frena la bici.

< Ci indica la strada per il Borgo di Agropoli?>.

Allora Riccardo, cosí dirà di chiamarsi, comincia a parlarci di vicoli, stradine, biglietti, madonnine, fotografie da scattare, del porto, di ristoranti dove poter mangiare, di esperienze dentro e fuori dal borgo.

Ma più d' ogni altra cosa, Riccardo riflette sulla grande piaga di Agropoli, i parcheggi...

< Ormai ad Agropoli si campa solo con le multe> dice infervorandosi, così ci offre la soluzione dell'agropolese furbo : il parcheggio del tenente Landolfi, poco più su e prima degli scalini che salgono al borgo, completamente free e non soggetto alle fastidiose multe degli ausiliari del traffico.

Poi Riccardo ci propone " La dea dell'abbondanza" come ristorante in cui mangiare ottimi spaghetti con le vongole ad un prezzo competitivo, poi rimonta sul suo ferro vecchio e fila via con uno scatto da giovincello.

L'Acropoli ha il suo splendido accesso dai noti "scaloni" che terminano alla stupenda volta barocca che accede al borgo.

Il borgo è un insediamento storico di piccola misura ma delizioso. Piccole botteghe, negozi di souvenir, ristorantini posti negli angoli più suggestivi e terrazzini affacciati sul porto, come quello di Ave Stella Maris, proprio all' entrata che offre conforto ai pellegrini stanchi dopo la salita.

Salendo ancora la chiesetta di Pietro (primo tra gli apostoli) e Paolo (Re delle genti) col suo bassorilievo sulle ante del portone e, ancora, Santa Maria di Costantinopoli.

Infine, dopo altre piccole scalinate, il Castello Angioino-Aragonese con i suoi bastioni, la sua vista sulla città, le piccole stanze, interamente allestite a mostre pittoriche e fotografiche, una piccola Bibblioteca storica e nei sotterranei la proiezione della storia dei nobili governatori della città, i duchi di Sanfelice.

Scendendo verso la piazza, diversi ristoranti, pizzerie, negozi di ceramiche, abbigliamento marinaro e street food tra cui il famoso " Cuoppo di pesce", già chiuso purtroppo per la fine della stagione e chiuso anche il ristorante consigliatoci. Infine, torniamo sul lungomare ed entriamo al " Blu Partenope" un ristorante-pizzeria tipico dove cortesia e simpatia sono all'ordine del giorno, soprattutto quella del suo divertente pizzaiolo. Incluso nel prezzo il genuino spettacolo della signora Anna, una crazy bad girl di mezz'età che insiste a raccontare un buffo aneddoto sulle ben ventidue pruppette che avrebbe cucinato e che, giocoforza, una sua malevola conoscente avrebbe dovuto ingurgitare.

< Me song ascitata stammatina prest, aggia cuccinato ' a pasta al forno, ' a parmiggiana, e' ccotolette, gli hamburger e ventidue pruppette...e mò tu te n'aggia magná almeno tre!!!>.

Anna continua il suo spettacolo coinvolgendo due turisti stranieri che la fissano allibiti.

< E comm sit bellelli, ma voi quando vi sposate?> grida loro gesticolando e poggiando uno scialle color arancio sulle spalle di lei.

Poi coinvolge camerieri e pizzaiolo e completa lo show.

Intanto divoriamo la buona pizza alla pescatora e andiamo via.

Nel pomeriggio un evento decisamente più rilassante ci attende, un appuntamento col relax alla SPA Astrea, ubicata sempre nella struttura alberghiera.

Non poteva esser offerto servizio migliore...decisamente rilassante!

Sfuma purtroppo la visita alla Certosa di Padula ( o di San Lorenzo), per la chiusura settimanale.

Devo dire, una gita a Paestum conforta anima e corpo. Apre la nostra mente alla possibilità di splendide mete proprio dietro l' angolo, tanto che dimentico l' agognata vacanza a Corfù.

Mi trovo spiazzata ma piacevolmente sorpresa per la gentilezza delle persone incontrate, dal personale alberghiero alla gente comune come gli agropolesi, aperti, disponibili ma volitivi.

Ritorno alla mia routine più tranquilla e consapevole che non troppi chilometri ci separano dalla Grande Bellezza.

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