Viva-Place

La bellezza nascosta
Il monastero di Sant' Elia il vecchio nei pressi di Acconia di Curinga giace da secoli in stato di abbandono conservando il suo fascino unico.Nelle giornate uggiose pare avvolto da un' aura di mistero e bellezza antica da renderlo ideale come soggetto di opere pittoriche o fotografiche.La cupola centrale rimasta intatta e illuminata dal suo oculum solare lascia filtrare pochi raggi illuminandola appena.Sulla pavimentazione, di più recente fattura rispetto all' impianto originario ( XI sec d.c),polvere e feci animali, sono sparse intorno a ciò che rimane dell' altare in pietra appoggiato alle mura, una grande chiazza di umidità e croste.Intorno al bordo della cupola, una greca ad onde intrecciate tipica dell' architettura greca.I monaci basiliani che vi risiedevano, anche Elia lo Spleota, infatti, erano greci e costituivano una piccola comunità autosufficiente.I locali attigui, oggi vestigia, erano dormitori al piano superiore mentre cucina, cellario ( dispensa), officina e refettorio erano al piano inferiore.La loro operosa preghiera andò avanti per secoli fino a che non passò ai carmelitani per conto della famiglia nobile dei Caracciolo - Loffredo che ne avviò la ristrutturazione ( XVII sec.), ancora il loro stemma campeggia sull' arcata centrale della basilica.La vegetazione intorno è fitta e rigogliosa, alberi di varie specie sono coperti da felce e rampicanti. Diffusa la presenza di erbe aromatiche, soprattutto di menta piperita, cresciuta anche tra le mura del monastero.All' entrata dello spiazzo antistante, la timida presenza della Regione e della Comunità Europea: una pensilina in legno con delle panchine campeggiano, comunicando una promessa d' impegno da parte della politica venuta a mancare.
Poco più giù, le rovine magnificenti delle Terme Romane di Diocleziano ( I- III sec. D.C.), l' unica struttura antica di questo genere di cui non esiste solo la pianta base ma l' intero impianto eretto, dando anche l' idea dell' altezza che aveva.Il circuito termale ad anello partiva dal tepidarium nell' aula centrale passando per l' acconium, il frigidarium e le diverse stanze per la sauna, poi ginnasium e spogliatoi.Una vera e propria spa ideata e prodotta dal genio idraulico romano, alimentata dal fuoco nei locali sottostanti e dall' enorme cisterna di contenimento dell' acqua. Anche qui la struttura di ben mille anni più vecchia della precedente, giace abbandonata.Alcune sbiadite informazioni sulle terme si trovano nascoste sulla sinistra lungo la stradina che le circonda, lasciando presagire che anche l' imponente bellezza del tardo romano impero rimarrà tale fino alla fine.