Lo sai, Ti stimo
Due vecchi maestri di scuola elementare non molto lontani dall' anno del pensionamento trascorrono le loro giornate a chiacchiarare tranquillamente alle macchinette delle bevande e a scrutarsi dal ciglio della porta dell' aula mentre i ragazzi starnazzano e conteggiano i minuti dalla fine delle lezioni. Entrambi conosciuti per la dedizione e la professionalità con cui svolgono il mestiere di maestro, entrambi temuti dagli alunni per la severità nel valutare ogni loro interrogazione e comportamento, l' uno insegnante di lettere, l' altro di matematica.
Emilio e Antonio, da sempre colleghi e confidenti, attendono da un po' l' elezione scolastica che li porterà alla fine di un' onorata carriera a diventare Preside d' Istituto, tra l' acclamazione e l' incitazione dei colleghi più giovani.
Emilio comincia a nutrire per Antonio un serio impeto d' insofferenza e viceversa dovuto alla competizione in essere.
< Ah ma non sapevo> gli dice un po' vago un po' ironico mentre Antonio lo scruta stringendo gli occhi sotto le spesse lenti incorniciate da osso marrone < che anche tu nutrissi il desiderio di concludere così la tua carriera scolastica>.
Antonio non risponde, oltrepassa l' ingombrante sagoma del collega per aprire un'anta della finestra e accendere l' ultima delle trenta sigarette della giornata.
E ancora lo incalza…< ma guarda, tutto sommato, avendolo saputo prima, non mi sarei candidato, lo sai che TI STIMO > alzando un poco il tono della voce
< e mi farebbe piacere se venissi eletto, in fondo io o tu, per la scuola sarebbe ugualmente una buona cosa>.
Ma Antonio, chiudendosi in un ostinato silenzio, alza una delle sopracciglia, in segno di forte diffidenza e respira forte il fumo che si dissolve piano nell' aria fresca del mattino.
< Sai> continua Emilio <stavo pensando di organizzare una festa per tutti dopo l' elezione scolastica, sono sicurissimo che vincerai, quindi, se me lo consenti, vorrei organizzarla per te>.
Antonio lo guarda come si potrebbe guardare la peggiore delle biscie velenose mentre sinuose strisciano accanto alla preda.
< E perché mai dovrebbero eleggere me, lo sai che TUTTI TI STIMANO e non vedono l' ora di premiare l' insegnante più in gamba che sia mai esistito sulla faccia del pianeta >
Emilio si tira un po' indietro accennando un sorriso malizioso con gli angoli della bocca.
< Ah beh, allora dai…magari la organizzerai tu per me>.
Il Consiglio d' istituto avrebbe votato, insieme con i rappresentanti dei genitori il candidato prescelto e lo avrebbe eletto solo a maggioranza assoluta.
Il preside/ presidente avrebbe tenuto il suo discorso nell' aula magna il giorno successivo all' elezione.
Nei giorni precedenti l' elezione i due colleghi in competizione non fecero altro che scambiarsi idee sul da farsi e parole di incoraggiamento.
Tutti gli altri, affrontandoli nella sala comune, davano loro pacche sulle spalle mentre proclamavano seri a gran voce una vincita preannunciata < Lo sai, tutti ti stimano>.
Il gran giorno, entrambi puntuali, profumati e incravattati, di fronte al supremo organo scolastico del Consiglio, i due tennero brevi arringhe promozionali, sotto il plauso di tutti.
Ma qualcosa, al momento della votazione non va per il verso giusto…e dietro il raggiungimento di una maggioranza relativa di entrambi, si fa avanti l' ipotesi di un' elezione meno probabile, quella di una giovane maestra entrata da poco in ruolo.
La giovane Carla viene eletta Presidente del Consiglio d' istituto con la maggioranza dei voti nel secondo scrutinio.
Emilio e Antonio, entrambi costernati, si congratulano con Carla che sorniona stringe loro le mani e sorridendo amena dirà ad ognuno < Grazie e congratulazioni anche a te, Ti STIMO tantissimo, conto in una proficua collaborazione >.
L' aneddoto ci racconta una storia come tante. Mi viene anche in mente quella delle rock star che competono in una gara canora o dei compari quando si scambiano un favore o di due partecipanti del Grande Fratello sul finire della trasmissione.
Tutti si stimano come non mai. Di certo non è così in tutti i casi ma nella maggior parte, la stima ha a che fare con il raggiungimento di un obiettivo fondamentale da parte degli stimanti, direi un ingrediente di base un po' come il sale, per la riuscita della portata.
La stima si nutre normalmente ma ci nutre anche di certezze molto deboli.
Ebbene, scrutando i pensieri di taluni sfidanti potremmo cogliere come dire…un barlume di acrimonia. Immaginiamo, ad esempio, il dialogo di due stimanti come fossero in un faccia a faccia senza veli, su un ring magari mentre l' uno risponde all' altro con un ghigno bestiale pensando ad alta voce:
<allora bastardo non ne hai ancora abbastanza?>
< inutile che provi a vendere tua madre e tua sorella, la promozione sarà mia >
E l' altro < sai che c'è? Mi sa che nella compravendita ci metto anche quella str **a di tua moglie >
< non competi con me perché non mi arrivi neanche all' ombelico >
< se voglio ti schiaccio come una blatta cremosa sui pavimenti dell' ufficio>.
In questo clima thailandese diciamo, si introduce quasi sempre un moderatore, un arbitro, un terzo incomodo:
<allora come va il combattimento? spero vi rompiate le ossa tutt' e due proprio com' è successo al sottoscritto…forza, dateci dentro senza esclusioni di colpi >.
E intanto la bocca produce dei suoni che non somigliano affatto a questo, del tipo:
<allora ragazzi come va? avete terminato il lavoro, vi faccio i miei migliori auguri per l' avanzamento in corso, vi stimo tanto >.
Stimante 1 contro Stimante2, modera il combattimento lo Stimante Superiore dai piani alti.
Lo Stimante 1 dopo un anno di studio produce una relazione di mille pagine sul caso in questione. Lui trascura la moglie, che intanto trova ricetto tra le braccia del personal trainer della palestra, mena i figli, se, per sbaglio, emettono un urlo di gioia giocando tra loro, non si cura dell' animale domestico che va scacazzando in tutti gli angoli della casa che lui stesso dovrà pulire, insulta la suocera perché chiama al telefono fisso, distrugge un portatile e due cellullari , annulla le vacanze suscitando lo sdegno di tutti i familiari, genitori compresi.
Lo Stimante 2, già convinto di essere in pole position, lascia la compagna, sputa gli amici nell' occhio, insulta i genitori, rinchiude la nonna nell' istituto di cura, stalkera l' amante del capo, pratica mobbing in ufficio schiacciando i deboli, comincia a praticare surf per " cavalcare l' onda", acquista un'auto di lusso al di là della sua portata.
Ma lo Stimante Superiore, venuto a conoscenza della speciale relazione tra Stimante 2 e la sua giovane amante, premia il buon padre di famiglia, lo Stimante1 .
Subito dopo, lo Stimante vincitore andrà incontro a divorzio con separazione dai figli, verrà abbandonato dal cane, la suocera lo diffamerà per il resto dei suoi giorni, i dispositivi gli si rivolteranno contro.
Lo Stimante 2 scomparirà misteriosamente in mare tra le onde, come un giovane poeta romantico…mah!
Uno specchio crudo del mondo lavorativo ma anche del mondo in generale.
Certo è che se per essere stimati bisogna arrivare " tanto in alto", il gioco non vale la candela.
La stima in politica, per esempio, si vende come le patate ai mercati generali.
< Stimo il Ministro, il Presidente, stimo l' Assessore, stimo i signori deputati, stimo tutti quelli che…rullo di tamburi…hanno consentito lo sviluppo di questo interessante progetto di legalità.
E poi il progetto è sempre quello, un dipinto sul muro o una fattoria di hippy resuscitati dal 1968. O magari un Progetto Scolastico, due belle maestrine con la minigonna che parlano di educazione sessuale.
< …vorrei ringraziare, a tal proposito, l' on. Brando, l' assessore Bingo e il consigliere Tondo, per aver contribuito alla realizzazione degli obiettivi prefissi nel piano ( ???) e vorrei mostrar loro tutta la mia STIMA con questo piccolo omaggio >,
dal corridoio al centro della sala arriva un Tizio con un carrello coperto da un damasco e una grande targa posata su un treppiedi del paesino in bassorilievo in bronzo e ottone.
< …la targa è realizzata dal Maestro Sullo assolutamente a mano nella sua postazione artigiana in cima al Monte Bello…>
E adesso vi propongo il dialogo sul ring, quello che si svolge in fondo all' anima degli Stimanti.
<...vorrei mandare affan **lo l' on Brando per aver insabbiato le prove di tutti i casini combinati sul cantiere del progetto, l' assessore Bingo per aver corrotto la commissione edilizia per la concessione dei permessi e il consigliere Tondo per aver accolto tangenti per un valore tot. di 1mln di euro da spartire in armonia…. La targa è stata realizzata dal Maestro Sullo sull' orlo del fallimento mentre smadonnando e battendo i pugni contro le mura annerite cerca di accaparrarsi il favore delle istituzioni e dei numerosi estorsori di pizzo del Monte Bello>.
Immaginiamo sempre che gli Stimanti giochino su due piani, il piano reale e quello dell' anima ( o ring come l' abbiamo chiamato).
Nel mondo opaco, sul ring, è tutto più facile e non è necessario trovare certe formule complicate per esprimersi in modo compito ed elegante. Viene fuori il meglio della sostanza che, pertanto, non è assolutamente accettabile.
Il piano del reale è in realtà il piano fasullo, quello dov'è necessario trovare le formule complicate, gli eufemismi, le indorature.
Per dire < Hai fatto una gran cazzata> come diciamo? < Si ma io avrei fatto diversamente…>
per dire < quello fa proprio schifo > come formuliamo < Si ma…non è cattivo > o per indicare una donna leggera < quella?una donna molto aperta >.
È giusto per il comune senso della decenza ma ogni tanto solo sdoganare il politicamente corretto ci rende degni abitanti del mondo, il filone etico che seguiamo viene troppo spesso interrotto o diciamo perduto tra i meandri del bla bla bla quotidiano .
E intanto sul ring siamo a pezzi, stesi al knock-out perché ne abbiamo prese e date sino allo sfinimento.
Perfino nei rapporti di coppia. Vi ricordate lo sketch del film Fantozzi del mitico Paolo Villaggio, quando vinto dallo sconforto per aver trascorso una delle disastrose giornate da impiegato statale con la testa bassa chiede alla Pina < Pina ma tu…mi ami?> e lei risponde < Ugo…io ti stimo moltissimo >beh beh, e tante volte neanche questo c' è. Viene messo su un teatrino domestico dove ognuno recita un ruolo ma nel SottoSopra accade più o meno di tutto.
< Ormai, dopo tanti anni di matrimonio posso dire che il rapporto con mio marito si è trasformato.
Il nostro è un rapporto di affetto, complicità, di…Stima >
Il fatto che nessuno dei due abbia più misteri per l' altra/o è indice di un alto tasso di stima.
< Cara stasera vorrei mangiare una minestra, semplice, se sei d' accordo, tanto i ragazzi vanno fuori e noi siamo soli soletti>
< Ah la minestra, mmm si va bene caro…non so se ho le le patate…>
< va bene anche senza> risponde lui tranquillo.
Intanto sul ring i due si stanno preparando all' ennesima scazzottata, non emersa solo perché reduci di altrettante scazzottate palesi nei giorni precedenti, una calma apparente in pratica. Ecco cosa succede tra gli stimanti pucci pucci.
Stimante Marito < non credere che stasera si vada di nuovo fuori a spendere soldi al ristorante di pesce o a prendere sushi e pizze Take away, sognatele culona >.
Stimante Moglie < lo sapevo che neanche stasera mi portavi fuori, ciabattaio lofano, comunque stai all' erta perché il porco del piano di sotto ha sempre voglia di minestra…>
< figurati anziché le rughe hai dei canali di scolo sulla faccia, chi cavolo ti vuole >
< ha parlato bandolero stanco, ah ah ah>.
E si consuma nel silenzio delle mura domestiche un piccolo ring serale tra gli stimanti Marito e Moglie, mentre sul sottofondo si ode il chiacchiericcio dei talk show.
Vero è che la Stima sincera può portare anche a risultati sorprendenti.
Talvolta due persone, palesemente in contrasto, si stimano profondamente, così il ring che sostà occulta un salotto di Stimanti reali che parlano, sognano e discutono di problemi personali.
Io stimo quell' Uomo, io stimo quella Donna. Detto con franchezza sá di tanto, sá di storia.
Come in una saga epica, omerica, dove gli eroi cantano altisonanti :
<oh figlio del pelide Achille, attendi con ansia la mia ira funesta perché la mia lancia trafiggerà il tuo cuore siccome la saetta di Zeus squarciò il ventre della terra che conserva i Titani >.
< Oh principe del regno di Sparta, discendente della stirpe guerriera del mondo conosciuto e di quello sconosciuto oltre le colonne d' Ercole, non temere di scagliare la tua piuma contro la mia corazza, domani per me sarà un nuovo giorno, per te, no!>.
Intanto giù in salotto due compari bevono vino dalle coppe di Bacco e si scambiano confidenze maschili.
< allora che si dice a Sparta compà? l' avete forgiato quel carico di armi che vi avevamo chiesto?> e l' altro sbrodolato di nettare degli dei da capo a piedi risponde
< non te preoccupà che fino a quando arriva quello zozzone del figlio di Ulisse, sarete armati fino alle zanne>
< è bella Antifone però…guarda che culo!>
< la prossima volta te ne porto una che te squaglia pure la corazza epica di guerriero spartaco>.
Un modo epico! Da veri Stimanti.
Anche nell' Antico Oriente Lontano si svolse una saga simile.
Prima che Gengis Khan costituisse il Grande Canato che unì Cina e gran parte di Russia, le orde barbare rasero al suolo molti villaggi Rus che vennero assoggettati alla Mongolia, la leggenda di Khan si era diffusa ai quattro angoli della Terra.
Le orde d' orate quando arrivavano luccicavano da lontano per le loro bardature e sollevavano vortici di sabbie gialle della steppa per il loro impeto.
Un lontano giorno dell' anno 1000 dc, un giovane samurai della dinastia Ming, sapendo che Gengis era in marcia contro il suo villaggio decise di andargli incontro da solo per porgergli omaggio e mostrargli la sua stima attraverso il rito della deposizione della sciabola agli zoccoli del prode destriero.
Ming indossò il Kimono d' Oro e portò con sé lo sciabolone fissandolo alla cintola fasciata.
Intanto l' orda dorata avanzava e avanzava, ogni schiocco di zoccolo accompagnato da rulli di tamburo di Gnu.
Ming col petto in fuori andava incontro a Khan finché entrambi si trovarono a cavallo a pochi metri di distanza, l' uno con l' orda alle spalle e l'altro solo con lo sciabolone.
Una vera scena epica, da colossal.
Ming avanzò piano verso Khan e disse:
< Io Ming, discendente della nobile famiglia di Mandarini Cinesi, grandi guerrieri della foresta di Bamboo, Dei dei monti Sushi e dei Laghi Moshi, esploratori di Urali e Urani, perpetratori delle specie Ginseng e Soya Light, Monaci Tibetani per oltre 7 anni, ti concedo lo Sciabolone dell' Antenato Hu 'ncin, eroe mono-artico, per sancire la resa col Grande Khan, eroe dei due mondi dell' Est.
Khan lo guardò fisso con i suoi piccoli occhi di ghiaccio e non disse una parola, poi sollevandosi un poco con l' anca destra scorreggiò fortissimo, spazzando via le sabbie
dorate della steppa.
Come finì?
La stima di Ming fu delusa. Ming sfoderó la sciabola e si trafisse, da nobile guerriero e Mandarino, grande, grandissimo, un Mandarancio. Khan continuò la sua marcia e conquistò anche il villaggio Ming.
Deludere la stima è quanto di più brutto si possa fare, una cosa pari solo ad un tradimento amoroso, da vili. Stima va di pari passo con Onore.
E, a proposito di onore…al Sud l' onore, altrettanto importante come categoria, ha riempito la nostra storia di saghe o piccole vicende locali abbastanza significative.
Per esempio quella del brigante Musolino che durante una " rissa rusticana " tra comparucci d'osteria, perde le staffe, e spara ad uno dei fratelli Zoccali.
Il ring questa volta è il tavolino dove lui e Filastò giocavano al tresette contro gli Zoccali:
< tiiiira, fooorza coglione cchi stai aspettannu?a mmammata stai aspettannu?>
Allora Vincenzo Zoccali tira fuori un asso e fa fuori tutto il banco.
< hai vistoo ah! ti staiu faciennu fori comu mammata u juornu ' cchi nascisti, pecuraru i merda>
< comu ti permetti aaah?ti permettisti mó e non ti permettiri cchiù > Musolino irritato gli tira una delle maniche dal quale cade giù un tre di bastoni. Al che Zoccali lo guarda ad occhi spalancati e tira fuori un coltellino dalla cintola.
Ma lui, malandrino di professione tira fuori la pistola sotto gli occhi sconcertati di Filastò.
<cchi fai Peppe, caaaalmati ppe piaciri >.
Ma dalla pistola del Musolino parte un colpo fatale e lo Zoccali muore.
Si dà alla latitanza ed ogni volta che qualche sbirro cerca di lui, la risposta è sempre la stessa:
< io vi stimo assai maresciallo perché non dovrei dire quello che só>.
Così ogni volta che il maresciallo sentiva < io vi stimo assai > sentiva anche la fregatura davanti alla porta della caserma.
< sull' onore di mammama maresciallo > urlava Filastó in caserma, Peppe è nu bravo picciotto, non farebbe mai una cosa simile>
< ah siii? e questo cos' è?> e tira fuori la prova delle prove, la coppola del Musolino ritrovata sul luogo del delitto.
< Stimatissimo Maresciallo…ma di coppola solo una ce n'è? Ma il mondo ne è pieno , vi giuro sull' onore di mia moglieee che…>
< adessoo basta, mi sunnu rrrotto la minchia con questa Stima e con questo Onore, fuori il brigante o passate i guai tutti quanti >.
Allora un picciottello condusse gli sbirri al rifugio di Musolino che venne catturato.
Insomma anche una grande stima può rompere la minchia.
È vero che le delusioni di stima ci fanno crescere tanto, perché ci insegnano a non fidarci ciecamente del prossimo. Essere disillusi è fra le altre cose perdere la stima.
La stima per un amico, la stima di un marito o di una moglie, la stima per un' idolo, una persona che pensiamo possa rappresentarci nel mondo e, e dulcis in fundo, la stima di noi stessi.
Quando sbagliamo, quando pensiamo di essere più avanti e più forti degli altri perché pensiamo di esserceli lasciati alle spalle, quando tradiamo le nostre origini e i nostri valori, quando per raggiungere i nostri obiettivi, ci dimentichiamo delle persone amate, quando facciamo qualcosa di veramente brutto e ci lasciamo andare all'alchol o alle droghe.
In quel momento però capita qualcosa, si sa, si dice…
Recitava il testo della stupenda canzone di Vallesi < quando toccherai il fondo con le dita, la riconoscerai, la Forza della Vita > e da lì nascerà un nuovo giorno, poi un altro e un altro ancora, e vorrà dire che ce l'hai fatta, che sei sopravvissuto.
Se invece, in tutta questa storia, sarai la parte passiva, cioè colui o colei vittima della perdita di stima in qualcuno, la persona uccisa, maltrattata, dimenticata, fatta fuori, potrai fare due cose o continuare a piangerci sú, sperando invano che lo Stimato torni sui suoi passi ( e potrebbe volerci davvero molto tempo) oppure fare un bel respiro e lasciarlo cadere nel fiume dell' oblio dove non tornerai a pescare mai più. Il famoso dimenticatoio. Una piccola soffitta remota, riposta in un angolino della nostra anima.
La cosa peggiore che potresti fare è sconvolgere le leggi universali del peccato e del perdono, continuare ad insistere con chi è sordo o non vuole ascoltare inducendolo a credere che una persona come lui o lei non abbiano bisogno di essere perdonate perché superiori, indispensabili.
A questo punto si sente spesso < ma io ne ho bisogno > vorrà dire che tu perderai, a tua volta, la stima di coloro che ti amano e lo Stimato non tornerà più ad essere tale e chi avrà provocato il danno sarai proprio tu, vittima del tuo affetto interessato ed egoista.
Eh si! Un argomento tanto scottante andava toccato…nessuno è nessuno per dare giudizi su alcuno ma, a proposito di Stima o non Stima, possiamo essere certi di noi stessi, lasciarci guidare dal cuore o dalla testa magari, ricordiamoci sempre che non è possibile fare solo delle scelte di natura sentimentale o scelte cerebrali.
In ogni fatto della vita ci mettiamo tutti noi stessi, al contempo testa e cuore. Chi mai riuscí a scinderli? E se non lo fai prima, lo fai poi, si dice che " ti rassegni".
La stima la senti, la pensi, la sogni, la ammetti, non l' ammetti, la simuli, la dissimuli, ci credi, non ci credi, talvolta è dogma perché ognuno di noi ha l' ardire di nascondere la virtù e mettere in evidenza il vizio ma dobbiamo ricordarci che il ring è appena adiacente, ogni cosa prima o dopo viene fuori in qualche modo, nessun uomo o donna mai esistito ha potuto occultare mai una Stima tanto grande.