Un' Arca di Scienza
Nelle comuni osservazioni il nostro occhio valuta con molta perizia tutto quanto possa essere utile ad un proficuo intendimento della materia. L' ambiente, la comunicazione, i mestieri e le arti provengono da un' osservazione che non lascia spazio a distrazioni da liceale o fallace comprensione: ora bisogna riuscire in qualcosa! É tempo! Siamo consumati dalle ambizioni, niente e nessuno ci fermerà e come uno slittino da neve che fiondandosi dal pendío travolge più o meno tutto ciò che incontra sul suo cammino, l' essere umano fa lo stesso con l' impellenza di portare un' opera, anche piccola a compimento.
Lo slittino è pronto! È lí , è sul pendio, pronto alla catastrofica discesa…intanto tutti gli spettatori a valle hanno abbandonato la loro postazione dietro gli spalti. Lepri, volpi e altre innocenti creature, spazzate via dall' ansia e dal terrore di questa prestazione amatoriale, fuggono spaurite. Dall' alto i volatili starnazzano, attendendo il peggio, ma ecco…!
Il semaforino da Corrida dà il rosso…il giallo…il verde, via !!! Lo slittino comincia scivolare lento, poi prende subito il volo, zigzagando a destra e sinistra, rasenta le barriere laterali, poi prende frontalmente ogni paletto presente in pista ma non si arresta, continua e continua finché giungendo a metà percorso e, credendo di star andando bene, decide per un' inconsueta deviazione che lo porta prima per un sentiero pietroso a capovolgersi miseramente e poi oltre il dirupo verso Giove, Nettuno, l' infinito e oltre !
È così che si perde il senno, quando ci si rende conto che già da principio l' impresa era disperata e che il fatto di trovarsi tutti rotti su un ramo di leccio con lo slittino penzolante sulla cima, era un monito di…più o meno…chiunque su questa terra di sporchi fasulli.
Ora, vi sono e vi sono state menti eccelse che, nel corso della storia, confezionarono opere ( materiali o intellettuali) eccelse, nulla da dire. Ma…probabilmente, anche in quel caso i chiunque obiettarono il peggio. Ad oggi nell' era della globalizzazione, dei social e del tutto e subito, i chiunque godono " come ricci appena nati" perché, da spettatori cinici e consumatori spietati, divorano ogni giorno chili e chili di prede fresche fresche di neve.
Sono proprio lì, sotto il leccio, attendono con pazienza che il ramo dove siamo fiondati si spezzi, a bocca aperta come lupo Alberto, e quando ciò accade, perché accade, la tenera preda gli si scioglie tra le fauci hater dell' etere nazionale.
Prendiamo ad esempio un fatto strano. Utile è vero ma tante volte così scontato che il più banale dei luoghi comuni non lo supera in sciocchezza. Il tutorial.
Youtuber, tiktoker, instagrammer alias influenzer.
Una materia a caso: la cucina. Ormai tutti sappiamo cucinare, scrivere e sparare sentenze.
Tanti sanno dipingere e fotografare, chi non ama slittino e neve, va a mare e si fotografa a dorso ( o seno) nudo sulla battigia al tramonto, mentre un gabbiano telecomandato dal Vaticano crea iperbole in groppa all' ultimo raggio di sole.
Oggi ho visionato ogni tipo di ricetta possibile e immaginabile sul tema : patate e zucchine!
Se Cristoforo Colombo avesse saputo che le patate facevano stá fine, non sarebbe partito per le Americhe. Il povero tubero mi ha fatto pena. Alla Fiera d' autunno a Crotone c' è sempre uno che violentava ortaggi con un attrezzo per ridurre il pezzo unico in cubetti, a Roma c'è quel bangladino che mentre tritura, spiralizza e affetta, fa riferimento con metafore improbabili agli organi sessuali e al loro uso, proprio come fossero i suoi stessi attrezzi.
Patate in pastella con zucchine, patate e zucchine a polpetta impilate sullo stecchino e farcite di formaggio, sfoglia di patate e zucchine, focaccine di patate e zucchine, crema di patate e zucchine, patate e zucchine a stick in salsa, patate e zucchine nude molto hot e strizzate bene super cool, infine il funerale di patate e zucchine in un mega frittatone.
Alla fine i miei occhi lampeggiavano di giallo e verde ma il punto è che nell' arco dei miei 43 miseri anni le avrò confezionate più o meno tutte, niente di nuovo. Può essere considerata un' osservazione scientifica quell' osservazione che non ci conduce da nessuna parte?
Risponderò si!perché in tutti gli occhi di questi influenzer c' è la scintilla di chi parte dal pendio con lo slittino e vuole vincere arrivando primo.
Si, si, ho capito! < io lo faccio per passione! Io lo faccio per condividere! qualcuno ha il coraggio di dire che lo fa per amore> Quante patate bisogna uccidere per amore?
E poi, scusate, andate a offrire questo amore sulla strada, in un chiosco, aprite un' attività così condividono anche i milioni di chiunque popolano il mondo, detti anche Follower.
E poi dicono che gli hater li perseguitano, chiaro, dopo un ora di visualizzazioni sono famelici più di lupo Alberto.
Insomma, ce ne sono di cavolate in giro a non finire. Vuoi insegnarmi come si fa una bruschetta? Una pizzetta? Uno spaghetto pomodoro e basilico? Sappi però che lo so fare meglio di te e la loro fama ė universale.
E poi esistono i tutorial utili, quelli che mai ti perderesti. Prendiamo ad esempio l' arte ( e il mestiere) del cucito. Per diverse ore ho visionato moviole di manine affaccendate a cucire orli, gonne e top, borse da riciclo, piccoli bon bon e diversi quadretti bucolici tessuti a punto- croce.
Le uniche cose che sono venute fuori sono una bambolina orribile di stoffa che appesa alla maniglia del box dove tengo scope e palette non fa altro che maledirmi e una shopper riciclata da una vecchia camicia di mio padre che contiene aghi e fili e resta chiusa dov' è.
Beh confesso! Ho acquistato un arnese…handy- teddy, handy-meggy, lo chiamerò handy - cap perché di tutte le cose che non sono riuscita a fare nella mia vita, il cucito vince il primo premio.
Handy Cap è una specie di spillatrice coreana che applica punti da cucito. Basta inserirvi il filo, poi girare l' orletto, chiudere il becco della spillatrice e via… lei poi dritta come un fulmine appone la cucitura saldamente. O almeno dovrebbe. L' unica volta che l'ho usata, a dispetto del tutorial che la mostrava, ho passato tre quarti d'ora ad inserire il filo in modo corretto, includendo nel pacchetto il dito indice e il pollice destro, poi ho applicato una cucitura, ma cosí perfetta che il Garavani mi ha dedicato un altare in sartoria. Insomma, disastro.
Passiamo ad altro? Beh beh beh, la lavorazione della creta, non ci provato ma ne ho ammirato le movenze appassionate. Adoro il vasellame di creta, quello antico in generale, si dovrebbe plasmare, poi infornare, dipingere accuratamente e smaltare. L' unica cosa che so fare io è raccogliere creta, lo facevo già da bambina per le mie torte cioccolatose da rifilare alle amiche.
O ancora piccole creazioni di carta, semplici vero? Mi sono venuti fuori dei cuoricini rossi per San Valentino a dir poco perfetti! Diciamo la verità: chi non ha delle particolari abilità manuali é già sul leccio con lo slittino a penzoloni. Sono tra quelli. Mi salvano la cucina, la scrittura ( ma più in generale una certa creatività) e la disposizione dei fiori nei vasi ( la chiamano Ikebana).
Quando compongo opere ikebana le mie mani sembrano armoniche, divengono un tutt' uno con i fiori, l' armonia universale è dentro me, un po' come quando si pratica lo yoga.
Tra gli slittini volanti vi sono di sicuro i famosi Trapper. Questa specie di nuovo essere umano è la continuità dell' era rap. Pantaloni larghi e abbassati sotto le natiche come a dire, la devo fare d' urgenza meglio portarmi avanti, o anche, bermuda colorati con parecchie sviste, felponi, grandi occhiali da sole, spesso cappellino con visiera piegata. Tutto ciò non mi rimanda a canti di protesta come possono essere stati quelli di un Rino Gaetano o di un Pierangelo Bertoli ma piuttosto ad una moda borghese soffocata dagli stereotipi e da una romantica depressione aiutata dagli effetti elettronici dell' autoplay.
Molti bambolotti intenti ad atteggiarsi, chiusi in un atteggiamento da irriconoscenti e maleducati, spesso riempiono i testi di parolacce per essere interessanti e vorrebbero sempre < scopare>, gliela darei io una bella scopa in mano, vediamo se ci pensano più.
Ho sempre pensato che se un canto o un' arte più in generale, nascono dal basso, devono necessariamente parlare dei problemi concreti della gente, quelli veri, congiunturali.
Se fossi là sopra ( su un palco intendo dire) farei in modo che le mie parole penetrassero chiunque, anche un pensionato di un sobborgo metropolitano che passa le sue giornate tutto solo in un cortiletto, anche una madre siriana che perde i suoi figli in una traversata verso l' Italia, anche un onesto padre di famiglia in coda all' Agenzia delle Entrate per saldare i bolli arretrati, anche ragazzi timidi e poveri che passano il loro tempo a sognare un' esistenza diversa al di là delle ringhiere arruginite di un ghetto metropolitano.
Insomma ne avremmo di cose a cui pensare e cose da dire…invece sognamo sempre queste storie controverse dove un lui o una lei stronza tradiscono, infrangendo il cuore dell' altra metà, sicuramente noncurante che la stessa cosa è successa a lei. Una massa di gran cornuti insomma.
Per non parlare del panorama letterario. Libri, libri, libri, una montagna di nulla. Titoli improbabili, autori completamente sconosciuti dove per sconosciuti intendo orde di gente senza un percorso letterario che da un giorno all' altro, sprofondando nelle inevitabili maglie della noia, scrivono la qualsiasi per credersi scrittori e possibilmente case editrici di truffatori.
In tutto ciò, una per cui la scrittura è stata "davvero tutto" come si spiega ai colloqui per beccare il posto di lavoro, scompare completamente. E non vuol dire che non esisto, vuol dire che chiunque dia un' occhiata alle vetrine fisiche o digitali degli store letterari, non mi troverà di certo, come una goccia nel mare sporco dell' isola di plastica, mi perdo tra onde e rifiuti e nessuno verrà a pescarmi là in mezzo, perché in fondo, neanche stà povera me è stata mai qualcuno.
< L' infinito in un pugno; La villa di Esmeralda; Il giardino delle nostre vite ; Noi due sotto la luna..noi due, una splendida coppia, noi due, una famiglia, un destino; noi due, ora basta vattene a fffanculo, bastardo!!!> . Sentite la melodia di questi titoli, poi fai lo sforzo di aprirli e dentro non c'è niente, nessuna emozione, rabbia, gioia o dolore solo un' inutile apatia che non ti condurrà ad altro che alla fine dell' incipit. La letteratura muore belli miei, muoiono i valori, muore la vera condivisione. Qualcosa che però ostinatamente ci rimane e vivrà nell' eternità perché oramai ci ha contaminato anche le ossa è " La tradizione ".
Mia nonna mi detto, mia nonna faceva così, queste ricette sono della nonna, mia nonna é la tradizione, io da brava " epigona" la porto avanti.
I nonni vanno per la maggiore. Sono sempre quelli che ci hanno cresciuti, che ci hanno fatto pasticciare con l' acqua e con la farina, che hanno cercato di trasmetterci i valori di famiglia, preghiera, lavoro, che tra le correnti del mare infinito della vita, sono stati il punto saldo, lo scalo di arrivo e sempre la spalla su cui piangere. Ad oggi accompagnano i nipotini al parco, ballano in balera e possibilmente fanno vagonate di follower su instagram. Chi tra loro non ce la fa proprio più, pratica sport all' aperto o coltiva l' orto, ogni tanto ne vedi qualcuno che con una piccola macchina schizza via dalle rotonde verso le strade secondarie. Da noi, fino a non molto tempo fa, con i motocarri a tre ruote arrivavano in cima al mondo, quei piedi hanno affondato l' acceleratore fino alla fine. Chi come me non li ha più, rende sempre, in qualche modo, omaggio a loro e alla tradizione. Cucino spesso ricette della tradizione, ho provato a zappare l' orto, mi hanno ritrovato morta in un canale di scolo…scherzo, ma è troppo pesante per queste spalle, poi li cito nelle conversazioni riprendendone vicissitudini, modi di dire , " u dittu e l' anticu" con annesso insegnamento. Tipo…non so…< amor con amor si cambia>, < se vuoi viver bene, prendi la vita come viene>, < l' omu gelusu morì cornutu>...e tanti altri.
Di questo possiamo essere fieri. Molto di loro e del loro insegnamento andrà avanti nella storia, poco, probabilmente, rimarrà dei migliaia di trapper che affollano l' etere.
Pour parler, generare un' opera non è facile, generarne una di successo potrebbe essere la missione di una vita. Ci sono troppi luoghi comuni ad ostacolare i nostri percorsi. Tipo prendete l' esempio di quando siete sott' esame e state per accedere alle porte di quello che, secondo voi, è stato sempre il paradiso. Partiamo da un semplice esame universitario.
Sei fuori dall' aula attendendo il tuo turno. Sudi. Tremi. La salivazione sta a zero. Ma ecco che se ne esce un tipo fresco fresco, con un sorriso sornione e modi da simpatico piacione che ti guarda e ti fa < tranquilla, l' ho passato non avendo aperto una pagina di libro>... Volete davvero che vi dica il passaggio successivo o avete inteso.
Ve lo dico. Voi entrate, vi sedete e dopo una gran figura di merda e uno studio più o meno assiduo, venite bocciati. Perché? Perché per la legge di Murphy, la fetta biscottata cade sempre dalla parte della marmellata, quindi le domande su cui verterà il tuo esame corrisponderanno di sicuro alle tue lacune. Pensi tra te e te < Madò, speriamo che non mi chiede sta cosa qui, Signore ti prego, solo sta cosa, ti scongiuro> Ma, anche giustamente, il Signore quel giorno è da un'altra parte. E traaac! < Mi parli di quella cosa! Si quella! Esattamente quella a cui stava pensando> incredibile. Il nostro cervello deve aver emesso onde sulle frequenze di Radio Maria, ma gli scongiuri non hanno prodotto risultati.
< Ave o Prof. ,privo di grazie, il Satán sia con te, tu sei abietto tra i luminari, dacci oggi il nostro 18 quotidiano, e rimetti a noi il nostro credito, come noi lo rimettiamo al nostro libretto, e non ci indurre all' ignoranza ma liberaci dall' ansia > Ameeeeen!
Va bene, poniamo che alla fine dello strazio riesci ad avere " il pezzo di carta ", presto ti troverai collocato, in pianta stabile, al Centro per L' impiego.
C' é sempre davanti ai cancelli un povero Cristo con un foglio schiacciato da una pietra enorme e una penna che dice appena arrivi ( circa le 7 del mattino)< tu chi sei?>
< Tizio Caio >
< numero 34, Tizio Caio>
Quindi i numerini dentro servono a ben poco e se, malauguratamente, il 34 non corrisponde al 34 effettivo perché qualcuno muore o se ne va scoraggiato e tu entri prima, tutti ti guardano con sospetto, < ma quindi non c'è più né il 32 né il 33? Vabbé andiamo avanti>.
Se va tutto bene, dopo aver fatto una fila lunghissima e aver ascoltato cose come < tanto é tutto inutile, si sono mangiati tutto ; questa politica é una vergogna ; gli interinali vogliono entrare; il Centro per l'impiego chiuderà, il lavoro é un diritto ecc ecc.>, tu entrerai nel Regno del Pueblo, firmerai un Patto di Disoccupazione con lo Stato, giurerai di essere una pecora per il resto della vita e la tua scheda resterà immacolata, per sempre!
Se però, uno slancio perverso, ti porterà al Concorso Pubblico, dopo varie peripezie, ti renderai presto conto di quanto poco contiamo in questo sporco mondo.
< Eh ma se non si è raccomandati dove si va?> disse quello con l' Interpello massonico, la Grazia Papale, lo Scongiuro a Maria di Lourdes e a Maria del Coltello del piano di sotto.
< Beh Certo> dici tu, forte del tuo sapere.
In ogni caso saprai che quel giorno non avrà contato molto nella tua vita, perlomeno non quanto pensavi, ma come perché? all' 80% il concorso verrà annullato o non ne saprai più nulla, ma se, malauguratamente, andasse avanti, avendo anche per te un esito positivo, finirai in una graduatoria fasulla dalla quale verrai fuori con una folta barbetta bianca ( anche le donne), un porro grosso sulle tempie a forma di punto interrogativo e, possibilmente una misera pensione sociale. Non sono esagerata, andrà così. Ci sei già tu sulle scalinate di qualche istituto scolastico, con un bastone, a dire < grasssie grassie> mentre la dentiera traballa e le gambe fanno Giacomo Giacomo.
Non é così che si può andare avanti nella vita. Walter Nudo, dopo aver vinto il GF, lui e la sua filosofia zen, dopo aver fatto ridere tutta l' Italia, ha scritto anche un libro, ebbene sì! Il mercato ne aveva davvero bisogno, era assetato di saggezza, lui ci ha dissetati.
Una mattina, dopo una feroce meditazione di 40 minuti chiuso in bagno, ha partorito il suo guru- libro, un gurino di circa 400grammi.
Non aveva preso il probiotico.
Oppure scusate, dedicatevi al mestiere : artigiano, meccanico, elettricista, pizzaiolo, impiantista, muratore. Anche non avendo un know how tramandato di generazione in generazione, uno può improvvisarsi e rimanere per sempre attaccato al quadro della corrente o fare un bello spritz con l' olio del motore di un auto o continuare a martellarsi le mani o fare una scappatella a mare durante le infornate di agosto. Questa scelta ce l' avete…poi andiamo avanti.
Ci sarebbero le professioni. La mia per esempio no. Dottore Commercialista.
Abilitatevi alla professione, la pergamena del ministero continuerà a ridere di voi da dietro il vetro del quadretto appeso accanto al resto degli attestati. <Ma come tu non eri abilitata alla professione e adesso che fai?> Dietro quell' apparente sorriso sornione del conoscente che ti fa questa domanda…esiste tutta la soddisfazione e la goduria del mondo. Lui vorrebbe dirti < ma come, tu non eri quell' Arca di Scienza che doveva diventare una super manager? una dirigente pubblica? una grande imprenditrice nonché professionista fuori serie?> E vedi i suoi occhi infiammarsi, loro dicono < invece sei un' inutile nullità, una feccia della terra, una casalinga frustata, crepa!> E tu, non potendo confessare che la tua attività reale é molto molto più utile ma meno redditizia, quello di Coscienza Universale, sei costretta a raccogliere la coda e dire…
si sono ancora in cerca, tentando di nascondere barbetta bianca e il porro.
Il mondo del lavoro o meglio della disoccupazione, è questo!
Esistono anche svariati agi in disoccupazione. L' orario della sveglia. Dopo allarmi e allarmi incessanti, questa prende coscienza e comincia a piangere < ma perché non ti alzi, bestia >.
Poi fai la colazione, guardi la casa<si dai, va tutto bene >, e vai su internet a cercare i giochi a premio. Ma scusate, se la società non ti vuole, tu perché ti dovresti imporre?
O fare la spesa grande, sempre se a casa lavora qualcuno, comprare salmone e parmigiano e dire che " c'era l' offerta "...abbiamo abbastanza tempo per valutare il famoso rapporto qualità-prezzo, nessuno ci corre dietro. Poi che so io, fare una bella passeggiata, osservare gli anziani con i loro nipotini o ragazzi con i loro cagnolini intenti a fare il bisognino proprio al centro della strada mentre i vigili prendono una boccata d' aria fresca dal finestrino dell'auto d' ordinanza. Qualche cartellino rosso che svolge le commissioni quotidiane, é giusto! Tutti abbiamo bisogno di un ora d' aria.
La disoccupazione non vuol dire esser scemi o realmente inoccupati, essa é un' arte sublime che include una diversa organizzazione del tempo, siamo diversamente organizzati ecco!
Il disoccupato pensa davvero alla società ma solo dopo averla attentamente osservata e analizzata nel dettaglio, perché il problem solving richiede tempo.
Ad esempio, una tematica che ci riguarda, come generare nuovi posti di lavoro.
Dopo accurate riflessioni dò la mia soluzione personale: non occupando posti di lavoro.
Lo dice la parola stessa " occupazione", rimanda a quel gioco che facevamo da piccoli, il gioco della sedia. Si ruotava attorno alla sedia finché la musica non finiva, poi chi riusciva la occupava velocemente. Se ogni gruppetto di rotazione, entrasse nella consapevolezza che lottare per quell' unica seggiola con mezzi illeciti non sia giusto né dignitoso, presto ci sarebbe una grande aula di seggiole libere, e magari mentre gli altri riposano, sempre a rotazione, si lavorerebbe un po', il necessario per svolgere il proprio " turno di lavoro". Chiaramente si dividerebbero anche le risorse in equa parte e tutti offrirebbero un po' di loro stessi e delle competenze acquisite alla società intera.
Non è un' Arca di Scienza neanche chi crede negli ufo, chi ne parla correntemente come a conoscerli di persona, chi dice di averli visti o di esserne stato rapito.
La scienza dice che le probabilità che qualsiasi forma intelligente di vita abbia fatto comparsa sulla terra sono remote considerando che dovrebbe viaggiare ad una velocità di gran lunga superiore a quella della luce. Guardate il cielo stellato di notte, dove le luci della città non ne impediscano la visuale, la maggior parte di quelle stelle o di quei pianeti sono già spente da anni, eppure la loro luce, viaggiando ancora nello spazio, giunge sino a noi in forte ritardo.
Einstein ci insegna, inoltre, che il nostro tempo é una dimensione relativa e che, se noi stessi viaggiassimo, accelerando anche il moto della nostra vita, rimarremo più giovani rispetto a chi viaggia a velocità standard. Il paradosso dei gemelli no?
Noi tutti sul pianeta terra siamo bradipi, viaggiamo molto lenti, ma sempre relativamente alla nostra concezione del tempo. Vi sono aree nell' universo dove il reticolo spazio-temporale si deforma perché una nana bianca ( una stella sul finire della sua esistenza) collassa, si annichilisce, come in una terribile implosione, creando una deformazione nello spazio- tempo simile ad un imbuto. Al di là dell' imbuto, probabilmente, ve ne sono diverse visioni, un universo parallelo con eventi della stessa natura o differenti o anche contrari. Certo, se le pareti dell' universo andassero a formare un cubo, tutto sommato, dei limiti li potremmo immaginare. Ma se non fosse così e la sua espansione fosse infinita in ogni verso, staremmo commettendo un errore bello grande. L' orizzonte degli eventi come le colonne d' Ercole.
In entrambi i casi c'è di sicuro spazio per esseri viventi diversi dall' uomo, creature migliori o anche peggiori. Il nostro Alieno standard, la cui leggenda nasce negli anni ' 50 nella segretissima Area 51, un'area desertificata e inaccessibile degli Stati Uniti, durante esperimenti di natura nucleare, è un essere di colore biancastro, con vasi sanguigni in evidenza, alto più o meno un metro e cinquanta, occhi enormi a goccia completamente neri.
Mani e piedi molto grandi con tre dita allungate. Nei vari programmi televisivi è stato mostrato, così come sono celeberrime le immagini di ufo che sorvolano le nostre città…ogni tanto ne ritorna il tormentone e gli appassionati si scatenano, raggiungono anche loro aree isolate e con apparecchi radio mandano segnali per indurli ad andare da loro e prenderli una volta per tutte, c'è anche la canzone di Finardi < oh extra - terrestre portami via, voglio una stella che sia tutta mia>. Qualcuno sostiene di essere stato già preso, il Costanzo Show riproponeva in Italia, la versione made in home del rapito di turno. Tutti quanti, abbagliati da una grande luce, venivano risucchiati dal disco volante…ma poi non ricordano più nulla.
La maggior parte di noi li ha quanto meno visti, vero? A me sono apparsi nel 2006, una luce schizzava via velocissima da una parte all'altra del cielo notturno. Ai miei zii sono apparsi su un viottolo di campagna negli anni ' 90…ma era dopo una bevuta con gli amici, quindi la vicenda di per sé è poco credibile. Insomma erano in macchina su questo viottolo sterrato, rientravano sulla via principale dopo una cena. L' astronave sarebbe apparsa loro sorvolando l' auto, avvolta da una fitta luce, poi pian piano sarebbe andata via come se li avessero scrutati. Il racconto di quella sera finì alle orecchie di mio padre, durante uno storico viaggio con me e suo fratello verso l' Abruzzo…litigarono per tutto il percorso come cani e gatti come fosse stato uno di quei talk show su temi hot della politica o di questioni sentimentali.
Sì, sarà una mega cavolata ma é bello credere in qualcosa, altrimenti la vita appassirebbe in quanto priva della stessa vita. Ciò che mi sorprende è che la vita nella nostra vita debba essere una forma di vita aliena e non possa invece essere un altro normalissimo essere umano. Siamo o non siamo anche noi alieni a noi stessi quando sbagliamo e non ci riconosciamo, quando siamo vittime di un lavoro alienante o quando ci sentiamo diversi dagli altri, quindi tanto soli. Forse è di questo che dovremmo occuparci, di un' indagine interiore, si tratta del nostro stesso bene. Et e la sua famiglia possono attendere.
Per me ci hanno trovati, ci hanno osservati, hanno visto che la nostra comprensione non è paragonabile ad un' Arca di Scienza e sono andati via, della serie < lasciamo cuocerli nel loro brodo>.
Ma parliamo d' altro. Percepite mai nelle conversazioni altrui il forte bisogno di celare fatti salienti con banalità di ogni tipo. Perché nell' era social nessuno ha più niente da nascondere ma tutti prima o poi lo fanno. Le foto postate sono al 90% legate ai posti in cui andiamo, visite in località diverse, spiagge, piazze, strade, ristoranti. Normalmente non siamo soli, ci accompagnano familiari o amici e passiamo il tempo a selfare attimi indimenticabili di stress in cui ci affanniamo ad apparire felici.
< La facciamo qui o qui, chi la scatta, a me non arriva il pollice, la luce è troppo forte, aspetta c'è una che passa…e togliti dalle palle…>
< No ma sono uscita brutta, questa non la postare, vai con questa, guarda mi hanno messo già 20 like, ho fatto colpo, chi so io starà schiattando, già lì vedo…>
Intanto sei passato da uno dei luoghi storici più incantevoli della città ed è trascorso come fosse il cortiletto delle palazzine popolari.
Dall' altra parte del laptop c' è qualcuno che ci guarda e ci giudica.
< Pensa di essere bella, guarda il marito che panza ha fatto, mi hanno detto che si è fatto l' amante…cornuta tié, e hai pure le gambe corte come le bugie di tuo marito>.
Tutto questo dire viene accompagnato con tre o quattro cuoricini e un emoticon di pazza devozione, di solito si esordisce :
< siete bellissimi cara, straordinari, insuperabili…ma…dov' è che siete?>
E quelli si guardano intorno e non sanno neanche dove sono arrivati.
In generale c' è molta molta ipocrisia, c'è sempre stata poiché insita nell' essere umano, ma ad oggi si maschera il tutto con fiorellini e cuoricini. Che si dovrà fare mai? Direi, in una situazione normale come quella di un viaggio fuori porta, godersi semplicemente il momento, i luoghi, le bellezze naturali, i musei, i pranzi e le cene senza doverli postare.
Avere il bisogno di dire < sto mangiando una buona pizza o un menù di pesce ricco e abbondante> equivale quasi a dire < guarda che ben di Dio mi sto godendo, tu sei là a fare la botta, io faccio cose più divertenti, vado nei posti migliori, sono meglio di te> .
Altre volte sono selfie innocenti e di informazione, tipo " sto cucinando, lavoro, ti saluta la nonna, in questo posto dobbiamo andarci, sta passando il treno, io sono qui non dove pensi tu", in questo caso il fraintendimento è molto probabile :
< hai messo il post seduto in giardino a leggere il giornale per dire che tu leggi il giornale e noi no > l' innocente ti guarda con aria stranita e ti risponde < se lo vuoi imprestato non c'è problema >
< hai condiviso rose rosse di Massimo Ranieri perché volevi sedurre quella donna >
< quale donna?ho solo gli amici del calcetto e qualche vecchietta che ha sottoscritto la mia assicurazione sulla vita>
< tu cucini solo cagatine…>
< un filino di ca**i tuoi?>
Insomma, anche l' innocente non vive perché il non avere intenzioni malevoli lo fa apparire sospetto.
Ma andiamo avanti, una figura tipica del social è il Narciso. Narciso, come sapete, scivolò nello specchio d' acqua dove andava a riflettere tutti i giorni la sua fresca bellezza.
Ogni giorno milioni di social_narcisi postano selfie di loro in innumerevoli pose per cui potrebbero davvero vincere il premio mondiale di spontaneità, stanno mezzi nudi, con due occhi languidi e uno sguardo da zoolander totalmente immersi in sé e nel filtro seppia scelto per cancellare quei due millimetri di foruncolo spuntato fuori al mattino.
Ma anche volendo apparire spontanei sono sempre plastificati, incredibile!
Per me non sono neanche veri, forse si smontano alla sera e si inscatolano da soli in un pacchetto promo di Armani.
Eh sì, sono i pacchetti che vanno per la maggiore, ogni giorno se ne scartano tanti da riempire un' intera discarica. Prada, Gucci, Armani, Chanel o i commerciali, gli scalcinati Zalando, Shein, Zara, Yoox. Ogni pacco scartato viene indossato dal Narciso che ne fa una filosofia di vita. Insieme agli abiti, accessori d' ogni tipo, borse, occhiali e altre minuterie.
Il consumo come filosofia di vita. Le dirette su instagram normalmente sono per i capi d' alta classe mentre su Facebook devo dire che la fantasia supera la realtà, il Narciso diventa una befana affarista che mostra i suoi articoli direttamente dal banco come si farebbe con frutta e verdura. Un po' come i nostri " carretti " al Sud : < avimu i citrola, i pumadori, peschi, nocipeschi, robbabeddaaaaaa>.
Una volta c' erano i Calendari, modelli e modelle posavano per case automobilistiche o case d' alta moda, la fotografia era immortale, fissa lí , nelle stanzette degli adolescenti, nelle auto- officine o sui finestrini dei camionisti inchiodata come un' immagine sacra, adesso sono ovunque come la peste. Schermi e teleschermi infestati da social_narcisi, una versione soft di Black Summer. É vero sembro una zitella acida e bisbetica, ma a furia di prendere le cose con leggerezza siamo diventati tutti scemi! Ci sembra di vivere in un film, poi arriva l' Agenzia delle Entrate e capisci anche tu di abitare la realtà. Ci ammaliamo, talvolta anche di brutte cose e non ci sono medici curanti se non a pagamento, scarseggiano i servizi essenziali perché lo Stato cosiddetto assistenziale é un vecchio stanco e derubato, i pazienti della fascia bassa vengono curati con superficialità, spesso le diagnosi sono sbagliate e incomplete, i vecchi muoiono soli negli ospizi o a casa loro. I giovani non sono "in cerca di lavoro" ma hanno smesso di cercarlo e spesso non lo vogliono neanche perché sono disabituati alla fatica ma, in compenso sognano…e chi lo sa che sognano. Forse un' improbabile ricchezza venuta fuori dalle scommesse sportive o da una carriera malandrina e fasulla. E le ragazze? Non so, forse di stregare un anziano milionario e spennarlo fino all'ultimo penny ma se fosse giovane e bello tanto meglio. Dove stiamo finendo? Che società siamo diventati? Perché tutto questo autocompiacimento? Pochi lavorano per tanti, tanti producono fuffa, inutilities, robba che ogni giorno facciamo o informazioni fasulle che, una volta applicate, si rivelano mendaci.
Mi pare una non società, perché i gruppi, anche i più grandi sono fatti da sconosciuti che tra loro non si conoscono e non si conosceranno mai, quindi l' unione sarebbe in nome di che cosa? Di patate con zucchine? O di focaccia al pomodoro? O di che so io.
La ragazza ambientalista, la Greta Thumberg, era riuscita a creare un movimento reale, aveva un seguito enorme, lo ha ancora, ma quando viene fuori che per i suoi spostamenti il buco nell' ozono si è allargato di diversi chilometri, i riflettori su lei si abbassano, la protesta pare affievolirsi, il colosso Greta pare sgretolarsi. Una protesta é tale quando sfocia in qualcosa di utile! Comunque glielo auguro di cuore, perché anch'io appartengo a questo mondo e gli voglio bene. Ipse Dixit.
Quando ho prodotto il mio primo piccolo sito, si chiamava SognareNavigare, ho cercato anch'io di usare al meglio " il sogno", di interpretare "il segno" che il cielo ci invia ogni giorno per cercare di " arrivare a delle soluzioni ", non importa a cosa, è più un fatto interpretativo.
Partendo anche dal ritrovamento di una formina sul lido, seguire un filone logico e capire infine qual'é il messaggio. Da lì, riuscire quanto meno a mandarlo questo messaggio.
Ma questo genere di argomento basato su tematiche più complesse non ha interessato nessuno tranne qualche parente o amico che aveva ricevuto il mio stesso invito; questo è anche il motivo per cui quando sento dire che Tizia o Caio, hanno milioni di follower perché sanno truccarsi o cucinare, io diffido sempre…
Anche le mie ricerche spaziali ( cioè di luoghi con una certa storia e tradizione) non sono stati visti né condivisi, anche qui sussiste un problema di interesse al tema trattato e, ho visionato in giro, diversi blogger con doti eccellenti sia scientifiche che letterarie, non visionati né cliccati dal mondo intero. Si supporrebbe, anche in questo caso, che lo slittino sia a penzoloni sulla cima, ma invece non è così, le loro barchette hanno il vento in poppa perché conducono le loro sperimentazioni lontani dal frastuono del mondo. Perle chiuse nella loro conchiglia.
Vere, reali Arche di Scienza.
Questo mio saggio termina qui. Avrei anche altri temi da trattare ma mi rendo conto che troppe sentenze buttate lì in trecento pagine di libro non avrebbero molto senso, non in questo frangente epocale. Spero di avervi un po' divertito, un po' fatto riflettere.
Troverete quest' Arca di Scienza in versione self pubblishing sul blog personale
https://viva-e-gentile3.webnode.it/contatti/
dove sono presenti anche altri spunti di riflessione, qualche consiglio estetico e decorativo ( ma senza alcuna esagerazione o pretesa). I miei giochi di fiori, i miei viaggi, qualche mio sogno…
Vi bacio e vi abbraccio, Annasilvia.